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OFIOMANZIA

Dal greco: òphis=serpente e manteía=pratica della divinazione.

Divinazione praticata per mezzo dei serpenti, molto diffusa nell’antica Grecia, appannaggio degli Oracoli di maggior prestigio per i quali venivano appositamente curati e nutriti i serpenti prescelti di cui i Vate necessitavano per formulare previsioni del futuro e rituali propiziatori; il serpente era il mezzo più importante con cui gli Dei avrebbero mostrato la loro volontà.

Perfino la popolazione africana degl Psilj praticava una qualche forma di ofiomanzia esponendo i bambini appena nati alle vipere (ceraste) per sapere se questi fossero legittimi o frutto di adulterio.

In Italia abbiamo testimonianze della pratica ofiomantica a partire dal popolo dei Marsi (abitanti della Marsica, una vasta zona dell’Abruzzo) che, si diceva, possedessero il segreto per ammansire i serpenti più pericolosi, fino ad arrivare, nel medioevo, alla figura di San Domenico da Foligno.
Dopo aver trascorso la propria infanzia nel monastero di San Silvestro egli lasciò la comunità benedettina preferendole la vita eremitica, durante la quale, acquisendo doti taumaturgiche, divenne il Santo da invocare in caso si fosse stati morsi da serpenti velenosi.

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